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Timothy Kurek in Rome. Contro l’omofobia si è mosso un noto liceo romano

Laura e Simone sono una ragazza ed un ragazzo come tanti, due studenti i quali, ad un certo punto della loro carriera scolastica, hanno deciso di agire contro l’omofobia e lo stanno facendo proprio dentro il liceo Tasso di Roma. Come? Hanno scelto di invitare nella Capitale nientemeno che Timothy Turek, lo scrittore statunitense autore di The Cross in the Closet, un libro di denuncia del pesante clima di stampo omofobico cui lui stesso è stato sottoposto nel momento in cui, all’interno della comunità in cui vive, si è dichiarato gay, pur non essendo tale. Turek giungerà in Italia il tre maggio 2013 per tenere una conferenza pubblica sull’omofobia mentre, il giorno successivo, grazie al contributo fattivo del gruppo di omosessuali credenti Nuova Proposta, sarà il protagonista di un convegno riguardante il rapporto fra omosessualità e fede. Di seguito è possibile leggere l’intervista che Laura Cardinale e Simone Ramacci sono stati così gentili da concedere alla sottoscritta.



D.: Laura, Simone, nel ringraziarvi molto per aver accettato di rispondere alle mie domande, vi chiedo per prima cosa di presentarvi alle lettrici ed ai lettori di gionata.org. Chi sono Laura Cardinale e Simone Ramacci?


R. Laura: Grazie a te per questa intervista. Sono una studentessa del Liceo Tasso ormai giunta all’ultimo anno e dirigo da due anni il giornale scolastico Tassocrazia. Scrivo da quando sono piccola e mi sono sempre interessata di giornalismo. Da quando esiste il giornale organizzo vari progetti e curo eventi (conferenze, corsi e simili). La storia mi appassiona particolarmente e quindi spesso mi occupo di iniziative mirate al riconoscimento della memoria storica del nostro liceo.


R. Simone: Innanzitutto grazie a te, non pensavo che sarei mai stato “dall’altra parte dell’intervista”. Sono uno studente dell’ultimo anno al Tasso, vicedirettore di Tassocraziaed esperto (più per mancanza di candidati che per abilità) di questioni teologico-religiose. Proprio questa mia malsana passione per Agostino, Barth e compagnia bella mi ha spinto a interessarmi della questione fede-omosessualità di cui scrivo spesso, dal momento che trovo sia un ossimoro che proprio chi afferma che l’uomo è più d’un semplice animale condanni l’omosessualità come “contro natura”. Quando faccio il diciannovenne, invece, scrivo per il mio sito personale, sento musica strana, leggo, preparo cocktail. (E ovviamente studio studio studio; meglio precisare, in caso qualche prof leggesse).




D.: Quale molla è scattata dentro di te, Laura, nel momento in cui hai scelto di fare un passo tanto importante all’interno della tua comunità scolastica? Immagino che tu abbia letto il libro-testimonianza di Timothy Turek.


R.: Quando Simone mi ha proposto di collaborare alla creazione del progetto e mi ha fatto conoscere il lavoro di Kurek, ho capito immediatamente quanto fosse importante. Far sì che la conferenza si possa realizzare è divenuto il mio obiettivo, poiché penso che la problematica dell’omofobia vada analizzata e il confronto di esperienze è sicuramente un buon inizio. Sapevo che affrontare una tale organizzazione non sarebbe stato facile, soprattutto per l’inesperienza nel campo (organizzare conferenze con ospiti italiani è un conto, ma far venire qualcuno dall’America non è così semplice) e il dover conciliare il tempo con la scuola, ma ho ritenuto giusto farlo. Ho letto il libro e sono rimasta colpita dal linguaggio così diretto dell’autore, il modo in cui riesce a coinvolgere, rendendo partecipi delle sue emozioni. Sono davvero curiosa di sentire il suo discorso.




D.: Simone, in che cosa consiste il tuo lavoro al fianco della direttrice di Tassocrazia, nell’organizzazione del viaggio di Timothy Kurek in Italia?


R.: Dopo aver contattato Timothy Kurek, gestisco per comodità tutti i rapporti con lui, la campagna di raccolta fondi su Indiegogo, i rapporti con le associazioni che ci aiutano (in particolare il Progetto Gionata e Nuova Proposta). Diciamo che la nostra regola generale è questa: ognuno gestisce i contatti che ha trovato.




D.: Il vostro gesto è encomiabile. Se si pensa che di rado, all’interno degli istituti scolastici superiori, il tema dell’omofobia viene affrontato (a partire dai discenti), direi che ci troviamo di fronte ad un’iniziativa di altissimo senso civico. A chi avete chiesto aiuto, nel liceo Tasso e quante persone vi hanno appoggiato?


R. Simone: In realtà il merito è quasi tutto di Timothy Kurek, che si è offerto di venire in Italia. Mai avrei avuto la hybris(dal greco antico; significa superbia, orgoglio. n.d.a.) di dedicarmi a un tema così complicato (anche se importante e trascurato) e di cui so, oggettivamente, così poco. Devo ammettere che se fosse stato per me avrei semplicemente continuato a intervistare pastori, reverendi e rabbini. Non sarei uscito dalla nicchia che la mia infarinatura superficiale mi aveva scavato.


R. Laura: Il nostro liceo, in questo, ci ha favorito. Si sono sempre svolte attività legate al problema della discriminazione, in particolare l’omofobica: l’anno scorso si è tenuto un corso durante l’autogestione. Quando abbiamo chiesto collaborazione, abbiamo diramato un appello via email al comitato dei genitori, in modo che lo diffondessero e abbiamo sponsorizzato la nostra iniziativa tra gli studenti attraverso articoli sul sito del giornale o passando per le classi. Soprattutto tra i genitori sono in molti coloro che ci hanno offerto la loro disponibilità con consigli, supporto economico e organizzativo.




D.: So, inoltre, che è partita una raccolta fondi – cui è possibile contribuire QUI – che vi consentirà di coprire le spese di viaggio e di pernottamento di Kurek nella Capitale. A che punto siete? So anche che il Progetto Gionata su fede e omosessualità vi ha offerto il suo aiuto…


R.: Attualmente siamo riusciti a raccogliere la metà dei fondi necessari, sia attraverso il sito indiegogo.com che con una raccolta per le classi, per permettere anche agli studenti (senza carte di credito) di partecipare. Molte associazioni ci hanno offerto il loro supporto e Progetto Gionata ci ha fornito alcuni contatti per far conoscere la nostra iniziativa, curando anche molti articoli di ampia diffusione.




D.: Inoltre, mi avete parlato di alcuni curiosi aneddoti legati a questa forma di finanziamento dal basso, per non parlare di una serie di imprevisti…


R. Simone: Tutto bello agghindato nel mio abito domenicale mi stavo facendo un giro per le parrocchie della zona, chiedendo di poter parlare della conferenza nelle loro circolari. Sono stati tutti molto disponibili, senonché un parroco un po’ distratto (complice un sacrestano ignaro della mia presenza) mi ha chiuso fra chiesa e sacrestia e se n’è andato. Un’ora e varie telefonate – 113 incluso – dopo sono stato liberato. Non so a quanto sia servito, ma intanto ne è nato un articolo-racconto su Tassocrazia e una leggera fobia per le statue raffiguranti angeli (due cherubini alati erano gli unici a tenermi compagnia).




D.: Che cosa vi sta dando, in termini umani, l’organizzazione di un evento tanto importante, che si svolgerà in tarda primavera proprio durante il mese in cui vengono commemorate le vittime dell’omofobia?


R.: Questa è stata senza dubbio un’iniziativa che mi ha accresciuta. Sono entrata in contatto con un mondo di cui non ero completamente a conoscenza e che vivevo “da lontano” attraverso i discorsi di alcuni amici. Diciamo che è stato un modo per aprire gli occhi su alcune realtà della nostra società che non si possono comprendere appieno a meno che non vi si abbia a che fare direttamente. Un po’ come ha dovuto fare il nostro Kurek, forse. Di sicuro il nostro è stato un primo passo, spero che il cammino possa proseguire.




D.: Infine vi chiedo di ricordare le persone che, insieme a voi, collaborano a Tassocrazia.


R.: Della redazione fanno parte 20 ragazzi di diverse età e sezioni. Mi limiterò a citare i nomi dei caporedattori: Diletta, Emanuele, Sebastiano, Curzio e Simone. Siamo una redazione compatta e, pur non potendo elencare qua tutti i loro nomi, sanno che se dico “Redazione di Tassocrazia” mi riferisco ad ognuno di loro. Noi non siamo che dei rappresentanti.
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Lidia Borghi

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