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Maschio e femmina li creò. Nessuna volontà di dialogo nel documento vaticano sull’educazione cattolica

Ai primi di giugno la Congregazione per l’Educazione Cattolica ha diffuso il documento Maschio e femmina li creò-Per una via di dialogo sulla questione del gender nell’educazione.


I firmatari, il cardinal Giuseppe Versaldi e l’arcivescovo Angelo Zani, parlano di “emergenza educativa” in merito all’affettività e alla sessualità, in un’epoca in cui i percorsi educativi “trasmettono concezioni della persona e della vitacontrarie “alla fede e alla retta ragione.” e ribadiscono la missione educativa della Chiesa cattolica di fronte all’ideologia gender, che pretende di imporsi come pensiero unico.

Fermo restando che il gendernon esiste (si veda in merito l’articolo di Elena Tebano del 2015 sul Corriere) il suo spauracchio è stato ampiamente sfruttato per colpire le persone LGBTQ+ e mettere in dubbio l’autodeterminazione delle persone su identità di genere e orientamento sessuale; esistono invece gli studi di genere, che analizzano “le realtà sociali delle relazioni fra i sessi”.

Per la Chiesa cattolica la libertà di scelta del proprio genere va contro il matrimonio fra uomo e donna; queste asserzioni dimostrano che essa “ignora l’esperienza della vita reale delle persone LGBT”, come ha affermato James Martin, il gesuita autore del libro “Un ponte da costruire – Una relazione nuova tra Chiesa e persone LGBT”.

Il libello parla poi dei punti d’incontro per “lottare contro ogni espressione di ingiusta discriminazione”: ogni individuo va rispettato qualsiasi siano le sue “espressioni legittime” e deve essere accolto “con rispetto”. Bene, mi son detta, stai a vedere che la Chiesa cattolica si sta evolvendo. Invece no.

Il punto forse più ostile del documento riguarda la differenza sessuale, che le varie teorie del gender intendono abbattere a favore di una “rivoluzione culturale e ideologica” con tanto di diritti individuali e sociali. Il teologo Bryan Massingale, docente di etica teologica e sociale al Dipartimento di teologia della Fordham University (NY), ha affermato che “le persone trans cattoliche sarebbero la chiave per aiutare i vertici della Chiesa ad arrivare a una comprensione più completa dell’esperienza umana.” Per il vaticanista Robert Mickens: “Il testo equivale a un giudizio crudele e insensibile sulle coscienze di persone reali, specialmente su coloro che si sentono e si sono scoperti transgender”.

Ai sottoscrittori del documento interessano solo la differenza biologica tra maschio e femmina e il corpo in quanto identità dell’essere, quindi guai a parlare di pluralità di generi, per spiegare la quale Versaldi e Zani tirano in ballo le persone intersex e la loro presunta ambiguità sessuale per accusarle di voler “superare la differenza costitutiva di maschio e femmina, la radice metafisica della differenza sessuale”, ma tacciono sulle decine di operazioni ai genitali cui vengono sottoposte fin dalla nascita per farle aderire ora a un genere ora a un altro, ledendone l’identità personale. Cristina Traina, docente di teologia ed etica cristiana all’università di Evanston, Illinois, ha detto: “è sempre più raccomandato che i bambini nati con sesso indeterminato non ricevano interventi chirurgici o ormonalidurante la loro infanzia.” La conclusione del paragrafo è da melodramma: “una simile concezione cerca di annientare la natura”.

La conclusione del documento è sconcertante: si pretende di dettare l’agenda al Parlamento in merito al metodo formativo della Chiesa cattolica: “Uno stato democratico non può infattiridurre la proposta educativa ad un pensiero unico specialmente in una materia così delicata che tocca la visione fondamentale della natura umana ed il diritto naturale da parte dei genitori di una libera scelta educativa, sempre secondo la dignità della persona umana.David Albert Jones, bioeticista inglese, ha detto: “C’è bisogno urgente di un dialogo attento e rispettoso sull’identità di genere” che “deve iniziare con quelli più colpiti, con le persone di genere diverso, per scoprire ciò che vivono e in cui credono.

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